Breve Riflessione su un Suicidio per Omofobia e La Scomparsa di Lou Reed
Inviato da Segret69 28 ottobre 2013 alle ore 12.57
Stamattina mentre arrivavo in ufficio pensavo di scrivere qualche riga come tribuito a Lou Reed, purtroppo scomparso ieri.

Invece ho cambiato idea.

Leggendo le notizie che mi arrivano su Facebook ho letto che sempre ieri, a Roma, un ragazzo omosessuale di 21 anni si è tolto la vita, probabilmente perché non riusciva più a sopportare le pressioni sociali causate dall'omofobia.

Questo il biglietto che ha lasciato: "Sono gay l'Italia è un Paese libero ma esiste l'omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza".

Ho preferito ricordare innanzitutto una scomparsa "anonima", un ragazzo fra tanti, uno di noi, uno che "potrebbe essere mio figlio".

Non perché alle grandi rockstar sia tutto permesso.

Anche Lou Reed è stato vittima di omofobia: a soli 13 anni è stato sottoposto ad una terapia con elettroshock che avrebbe dovuto per così dire curargli l'omosessualità. Su questa esperienza traumatica scrisse una canzone intitolata "Kill your sons".

Inoltre, durante la sua carriera, trattando nei suoi testi argomenti non conformi, tra cui: droghe, prostituzione maschile e transessualità, era visto dai benpensanti come un angelo del male.

Nonostante questo, il grande cantautore sarà ricordato da tutti e le sue canzoni sopravviveranno al tempo.

Anche il messaggio delle vittime dell'omofobia dev'essere ricordato da tutti. Per non dimenticare, perché non accada di nuovo, né in Italia né altrove.

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