New York, Maestra Elementare Svela il Suo Passato di Prostituta
Inviato da Segret69 30 settembre 2010 alle ore 16.05
Un'insegnante di scuola elementare del Bronx è stata trasferita per aver rivelato pubblicamente il suo passato di spogliarellista e prostituta.   Immagine: jezebel.com   Melissa Petro, scrittrice e docente, ha insegnato in una scuola del Bronx per tre anni, con risultati apparentemente buoni. E non ha mai nascosto la sua storia.

Un'insegnante di scuola elementare del Bronx è stata trasferita per aver rivelato pubblicamente il suo passato di spogliarellista e prostituta. 

Melissa Petro, scrittrice e docente, ha insegnato in una scuola del Bronx per tre anni, con risultati apparentemente buoni.

E non ha mai nascosto la sua storia.

Qualche mese fa ha scritto su di una rivista online:  "Mi rendo conto che la società non teme la prostituzione, ma ritiene pericolose le lavoratrici del sesso."

Ha inoltre spiegato la sua necessità di parlare della prostituzione, indipendentemente da quello che molti suoi colleghi avrebbero potuto pensare.

E' stata questa sua rivelazione che avrebbe causato il suo trasferimento dalle aule agli uffici amministrativi della scuola, "in attesa di indagini".

Come ci si poteva aspettare, i genitori sono indignati. Grace Ventura, madre di un bambino di terza, dice: "Non voglio che mio figlio stia vicino a questo tipo di persone. Queste persone non dovrebbero avere nulla a che fare con i bambini." Un altro genitore dice: "Non è un buon esempio. Non voglio che le mie figlie lo scoprano, così come non voglio che le mie figlie stiano a contatto con quel tipo di persona."

L'idea che il contatto con una sex worker, attuale o passata, possa in qualche modo contaminare i bambini o che li possa trasformare a loro volta in sex worker ricorda alcune argomentazioni omofobiche.

Quante volte abbiamo sentito dire che le persone omosessuali non devono avere a che fare con i bambini, in quanto li potrebbero "influenzare"?

Anche gli scritti di Melissa richiamano questo parallelo:

"Mi è stato chiesto perchè non ho scritto sotto pseudonimo. Vorrei averlo fatto. Ma non potevo, perchè non era giusto, sia dal punto di vista della mia coerenza personale sia per tutti quelli che hanno fatto scelte simili alle mie e vogliono dare un senso a tali scelte. Ho imparato che non bisogna avere segreti. La scrittura e la rappresentazione del mio lavoro sono state la mia salvezza. Ho scritto su me stessa per uscire dall'inferno del segreto e per entrare nel mio corpo di adesso, capace di dare un senso a me ed alla mia esperienza - che significa molto più di una qualifica di insegnante che gestisce una classe e che insegna arte ai bambini. Inoltre, e questo vale per tutti, l'ho fatto per essere anche altro, al di là del mio lavoro.

Sarebbe facile criticare Melissa per essere stata sfrontata, per avere rivelato informazioni che lei sapeva potevano mettere a repentaglio il suo lavoro.

Fino a pochi anni fa, e ancora oggi in certi paesi, essere aperti sul proprio orientamento sessuale può fare perdere il posto di lavoro.

Molti di noi concordano sul fatto che poter vivere apertamente la propria omosessualiltà è un diritto fondamentale — e allora perchè non si può vivere apertamente il proprio passato di prostituta? E' ovvio, l'essere gay e l'essere (stata) prostituta non sono la stessa cosa, ma ambedue rivelano le ansie della nostra società sui gusti sessuali degli altri.

Queste ansie potrebbero costare a Melissa il proprio lavoro e questo non è giusto, indipendentemente da quello che possiate pensare sulla prostituzione.

Fonti: Jezebel.com ; The Rumpus

 

Secondo voi, ha ragione Melissa: è vero che la gente ha paura delle prostitute e non della prostituzione? E soprattutto: è giusto che rischi di perdere il lavoro a causa del suo passato? Chi ha detto che una ex prostituta non possa anche essere una valida maestra?

 

 

 


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