Unioni Civili: anche il Portogallo dice Sì ai Matrimoni Gay
Inviato da Segret69 9 dicembre 2010 alle ore 13.00
Foto: www.nerve.com   E mentre la chiesa continua disperatamente a mentire cercando di confondere l'opinione pubblica, tentando invano di spostare il problema ed arrivando perfino a collegare il delitto più infame, la pedofilia, all'omosessualità, la marcia per il riconoscimento delle unioni tra coppie gay procede inarrestabile in tutto il mondo. Da qualche giorno, infatti, grazie al Portogallo, i paesi che hanno legiferato a favore dei matrimoni gay sono diventati otto: Belgio, Olanda, Spagna, Svezia, Norvegia, Portogallo, Canada e Repubblica Sudafricana.

E mentre la chiesa continua disperatamente a mentire cercando di confondere l'opinione pubblica, tentando invano di spostare il problema ed arrivando perfino a collegare il delitto più infame, la pedofilia, all'omosessualità, la marcia per il riconoscimento delle unioni tra coppie gay procede inarrestabile in tutto il mondo.

Da qualche giorno, infatti, grazie al Portogallo, i paesi che hanno legiferato a favore dei matrimoni gay sono diventati otto: Belgio, Olanda, Spagna, Svezia, Norvegia, Portogallo, Canada e Repubblica Sudafricana.

Altri 17 paesi riconoscono pari diritti a tutte le coppie, eterosessuali e omosessuali: Austria, Francia, Danimarca, Regno Unito, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Finlandia, Islanda, Andorra, Croazia, Colombia, Nuova Zelanda ed Uruguay.

Inoltre, 6 Stati USA (Massachussetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, Washington D. C.) e alcune regioni o municipi di tre grandi Paesi americani (Brasile, Argentina, Messico) riconoscono il matrimonio anche per coppie gay e lesbiche.

Da oggi anche la Corte Costituzionale italiana si esprimerà sulla legittimità dei matrimoni tra persone dello stesso sesso nel nostro ordinamento, rispondendo a due ordinanze dei Tribunali di rimessione degli atti alla Consulta che affrontano il tema di coppie dello stesso sesso che non hanno ottenuto dal Comune di residenza la possibilità di procedere alla pubblicazione del rito prematrimoniale.

“La comunità lgbt italiana attende con ansia e grande speranza questa decisione, auspicando che possa essere riconosciuto un diritto fondamentale di uguaglianza e che finalmente le famiglie omosessuali possano smettere di essere invisibili grazie ad un riconoscimento pubblico dei propri amori e delle proprie relazioni.” – dichiara il presidente nazionale Arcigay Paolo Patanè – “Più volte gli organismi europei hanno invitato i Paesi UE a dare dignità a tutte le relazioni familiari, convinti che solo attraverso la tutela di ogni persona e di ogni coppia si possa davvero costruire una nuova società ricca di molteplici relazioni affettive.”

 

Fonte: Arcigay.it 

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